Povertà e inclusione

La strategia di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale si basa innanzi tutto sul riconoscimento della natura complessa e multidimensionale del fenomeno. La povertà non si esaurisce nella sola mancanza di reddito, ma si configura come un processo cumulativo, caratterizzato dall’intreccio di deprivazioni economiche, fragilità relazionali, ostacoli educativi, vulnerabilità abitative, barriere culturali e simboliche.

I dati territoriali evidenziano un’elevata incidenza di condizioni di vulnerabilità sociale sovrapposte, spesso correlate a precarietà lavorativa, instabilità familiare, marginalità abitativa, disagio psichico, dipendenze o condizioni giuridiche irregolari. La presenza simultanea di più fattori di esclusione rafforza i meccanismi di impoverimento e rende necessario superare approcci settoriali o emergenziali.

n coerenza con gli obiettivi nazionali ed europei, la programmazione regionale si orienta verso un approccio integrato e capacitante, in cui il contrasto alla povertà cronica e cumulativa è una priorità che va oltre la dimensione economica perché significa agire per garantire pari opportunità, coesione sociale e pieno esercizio della cittadinanza.

La Regione Puglia promuove quindi interventi sistemici, multilivello e orientati alla giustizia sociale, ponendo “il contrasto alle povertà” tra le priorità e costruendo un programma di contrasto alle povertà con misure complementari alle nazionali orientate verso l’accompagnamento e ingegnerizzate in termini di innovazione al fine di coniugare gli interventi già in essere con altri ulteriori, facendoli convergere verso gli obiettivi auspicati.

In questo contesto, il Dipartimento Welfare opera su più fronti con le finalità di:

  • rafforzare il sistema di presa in carico delle persone vulnerabili, attraverso l’implementazione di servizi per l’emergenza sociale  e la promozione di politiche innovative di social housing e di co-housing, finalizzate a offrire risposte abitative temporanee e soluzioni di transizione verso l’autonomia, integrate con interventi sociali di accompagnamento;
  • la progettazione di nuovi strumenti di contrasto alla povertà, orientati a superare una visione meramente riparativa dell’intervento pubblico, quali la dote educativa e di comunità, concepita come uno strumento capacitante, volto a contrastare le disuguaglianze di partenza e a prevenire la  trasmissione intergenerazionale della povertà attraverso l’investimento sulle opportunità educative, relazionali e di partecipazione dei minori e delle loro famiglie.